
Unione Popoli d’Europa
per la Sovranità Economica
Il coraggio della giustizia per la pace tra i popoli:
l’Assemblea Generale dei 42 Popoli d’Europa applaude con il cuore
al conferimento del Premio Nobel per la Pace 2026
a Navanethem “Navi” Pillay
A cura del Presidente Paolo Albertin e dell’Assemblea Generale dei 42 Popoli d’Europa
L’assegnazione del Premio Nobel per la Pace 2026 alla straordinaria giurista sudafricana Navanethem “Navi” Pillay non è solo un riconoscimento ufficiale: è un lampo di luce morale che squarcia le tenebre del nostro tempo. È un atto di giustizia che ci stringe il cuore e ci riempie di speranza.
A nome dell’Assemblea Generale dei 42 Popoli d’Europa e del suo Presidente Paolo Albertin, eleviamo le più vive, profonde e vibranti congratulazioni a una donna che ha consacrato ogni giorno della sua lunga e luminosa vita alla difesa dei diritti più sacri dell’essere umano e alla lotta instancabile contro l’impunità.
La decisione del Comitato norvegese per il Nobel di premiarla «nella difesa dei diritti umani e nella denuncia dei crimini di guerra» giunge in un momento di dolorosa e inquietante fragilità, in cui le fondamenta stesse del diritto umanitario internazionale sembrano vacillare sotto il peso della violenza e dell’indifferenza. Eppure, proprio in questo momento, la scelta di Navi Pillay risuona come un grido di verità: la giustizia non può e non deve mai arrendersi.
Un’anima di ferro e di luce al servizio dell’umanità
A 85 anni, Navi Pillay è molto più di una giurista: è il simbolo vivente della resistenza contro le ingiustizie strutturali. Dalle prime, eroiche battaglie contro l’apartheid in Sudafrica, alla presidenza del Tribunale penale internazionale per il Ruanda negli anni Novanta — dove firmò le storiche e coraggiose sentenze che, per la prima volta nella storia, riconobbero il genocidio e la violenza sessuale di guerra come crimini contro l’umanità — fino al ruolo di Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, il suo cammino è stato una stella polare di integrità e di umanità.
Negli ultimi anni, come Presidente della Commissione d’inchiesta indipendente delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, Navi Pillay ha guidato con fermezza e con il cuore un lavoro di documentazione rigoroso, doloroso e necessario. Sotto la sua guida, l’organismo dell’ONU ha messo a nudo, con lucidità e coraggio, la gravità delle violazioni commesse nella Striscia di Gaza: l’assedio alla popolazione civile, il blocco sistematico degli aiuti umanitari, l’uso della fame come arma di guerra e i bombardamenti delle strutture sanitarie. Azioni che, con chiarezza e senza mezze misure, ha ricondotto ai criteri stabiliti dalla Convenzione sul genocidio.
Il grido dell’Assemblea dei 42 Popoli d’Europa
Noi, Assemblea Generale dei 42 Popoli d’Europa, guidata dal Presidente Paolo Albertin, lo diciamo con tutta la forza delle nostre coscienze:
Non può esserci pace senza giustizia.
Non può esserci giustizia senza il rispetto assoluto dei diritti umani e dell’autodeterminazione dei popoli.
Il Premio Nobel assegnato a Navi Pillay non è soltanto il tributo a una carriera giuridica di eccezionale valore: è una formale, solenne presa di posizione delle istituzioni internazionali a difesa dei civili e della dignità umana di fronte alle tragedie che lacerano il nostro tempo. È un richiamo urgente, quasi un grido, perché la diplomazia globale torni a far prevalere il diritto internazionale come pilastro inviolabile delle relazioni tra le nazioni, senza doppi standard, senza eccezioni, senza silenzi comodi.
In vista della cerimonia ufficiale del 10 dicembre a Oslo, l’Assemblea dei 42 Popoli d’Europa rinnova con tutto il suo cuore il sostegno a ogni organismo e a ogni giurista che, ogni giorno, con tenacia e passione, lotta per fermare le violazioni dei diritti umani, proteggere le popolazioni oppresse e costruire, pietra dopo pietra, un futuro fondato sul rispetto reciproco e sulla pace universale.
Navi Pillay, con il suo esempio, ci ricorda che il coraggio della giustizia è ancora possibile.
E che la pace, se vuole essere vera, deve passare necessariamente attraverso la verità.
For the General Assembly of SIPSE
S.E. Paolo Albertin
Presidente Assemblea Generale Popoli
Ginevra, 10 ottobre 2026
